Congresso delle famiglie, capogruppo Lega si dimette per dissenso



VERONA – «La famiglia diventa la quintessenza dell’espansione creativa dell’universo, insomma dai è pazzesco!». Nonostante l’entusiasmo che appare in un video a promozione del Congresso Mondiale delle Famiglie – dal 29 al 31 marzo a Verona – le polemiche Lega-M5s continuano a imperversare, con tanto di colpi di scena, stavolta solo in casa Lega. Se stamani, 16 marzo, il vicepremier Matteo Salvini dichiarava «andrò a Verona, con tutto il rispetto per le scelte di vita di ciascuno», nel pomeriggio il capogruppo della Lega (già espulso) al Consiglio comunale di Verona Mauro Bonato, si dimetteva, in aperto dissenso e con parole durissime nei confronti del Congresso delle Famiglie: «La Lega è nata per ottenere l’autonomia delle regioni, non per sindacare su temi etici o familiari. Se va avanti così torneremo a tempi antichi dove le donne fanno solo le schiave degli uomini».

E così se ieri era il vicepremier M5S Luigi Di Maio a paventare «un nuovo Medioevo» oggi tocca ad un leghista seppur dissidente paventare «il ritorno all’antico». Bonato, da tempo in contrasto con Salvini, a luglio 2018 era stato espulso dal partito. Nel post su Fb rimarca il suo forte e netto dissenso col Congresso e definisce «agghiaccianti» le dichiarazioni di alcuni relatori del Congresso: «non si può accettare che salga su un palco pubblico, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, chi equipara l’omosessualità e satanismo».

Ma il vicecommissario provinciale della Lega di Verona Nicolò Zavarise ha da ridire: «Bonato è stato espulso dalla Lega nel 2018 e si è dimesso da capogruppo per non rischiare di essere sfiduciato. Le sue dichiarazioni sono evidentemente annebbiate da un desiderio di rivalsa tutto personale, Bonato non è della Lega e parla a nome solo ed esclusivamente di se stesso. Le sue posizioni sono quindi solo e strettamente personali». Lo precisa il vicecommissario provinciale della Lega di Verona Nicolò Zavarise. «Ricordo che Bonato è stato espulso dalla Lega nel 2018 e che si è dimesso da capogruppo per non rischiare di essere sfiduciato. Basta questo a far comprendere il tenore delle sue dichiarazioni, evidentemente annebbiate da un desiderio di rivalsa tutto personale, che niente ha a che fare con la politica o con il merito delle questioni. Se il nome di Bonato è associato a quello della Lega è solo per un cavillo regolamentare del Comune, che ne impedisce la rimozione dai gruppi consiliari». «La Lega in Comune a Verona è unita e compatta attorno al capogruppo Anna Grassi, che ringrazio per il suo impegno – aggiunge Zavarise -. Al Ministro Fontana va la nostra incondizionata stima e gratitudine per la meritoria attività che porta avanti e per i valori che sostiene e promuove. Siamo al suo fianco in tutte le battaglie della Lega, a partire proprio da quelle per la tutela della famiglia, per la promozione della natalità e per il sostegno alle persone più fragili».

E sulle donne dice ancora: «A testimonianza del fatto che non ce l’abbiamo con le donne in carriera, saranno presenti al convegno medici donna, avvocate». Tra i relatori, Matteo Salvini, i ministri della Famiglia Lorenzo Fontana e della Scuola Marco Bussetti, la presidente di Fdi Giorgia Meloni, il governatore del Veneto Luca Zaia, Simone Pillon relatore della legge sull’affido condiviso. Destinata a far quasi sicuramente polemica Silvana De Mari, medico e scrittrice di libri fantasy condannata per diffamazione perché secondo il giudice «offendeva in più occasioni l’onore e la reputazione delle persone con tendenza omosessuale» e sostenitrice di una relazione tra omosessualità e satanismo. De Mar è stata al centro di polemiche per affermazioni che sostengono sia «documentato che gli uomini che fanno sesso con altri uomini hanno rischi maggiori di contrarre malattie e tumori». Ma ci sarà anche Theresa Okafor, attivista nigeriana che nel 2014 ha proposto una legge che criminalizza le unioni tra persone dello stesso sesso.