Il caffè espresso a casa tua – L’oro di Pulcinella

Il caffè espresso a casa tua – L’oro di Pulcinella

Caffè L’oro di Pulcinella nasce per offrire il caffè della migliore qualità a prezzi convenienti e in tutte le forme possibili: cialde caffè in carta, capsule, cialde monodose o bidose. Vogliamo andare incontro alle esigenze dei nostri clienti offrendo quanti più gusti possibile (non solo caffè), mantenendo altissima la qualità del prodotto.

Oltre alle classiche miscele di caffè: Espresso, Top e Decaffeinato, Caffè L’oro di Pulcinella ha preparato una linea di caffè aromatizzati: ginseng, vaniglia, cioccolato, amaretto, nocciola. Non mancano ovviamente varie qualità di the (limone, pesca e frutti di bosco) e camomilla.

Le cialde e capsule di Caffè L’oro di Pulcinella sono compatibili con macchine da caffè Mokona e Tazzona Trio Bialetti e Lavazza Espresso Point.

Nel negozio online Caffè L’oro di Pulcinella puoi trovare anche capsule e cialde delle altre migliori marche: caffè lavazza, Bialetti, Gimoka e Espresso Italia. Le capsule Espresso Point, le cialde A Modo Mio e Lavazza Blue, le cialde per Mokona e Tazzona Bialetti  e le capsule Mokespresso.

Caffè L’oro di Pulcinella offre anche un’ampia gamma di macchine da caffè espresso in vendita o comodato d’uso gratuito. Ottime per la casa, l’ufficio e gli esercizi che vogliono offrire un ottimo caffè ai propri avventori.
Professional Standard e Double, Office Bianca e Nera, Coffee Cup, Didiesse Frog tutte compatibili con le capsule Espresso Point. Le macchine Bialetti Mokona, Tazzona e Mokespresso. Virgola Mokarabia, perfetta per le cialde in carta, e la macchina Lavazza LB 1000 per le cialde Lavazza Blue.

Il caffè in cialde e la sua preparazione

Il caffè e la sua preparazione hanno acquistato una particolare importanza in ogni cultura, in particolar modo in quella italiana, dando luogo ad un vero e proprio stile di vita.

Si dice che, nel secolo scorso, un napoletano incaricò un ingegnere milanese di produrre una macchina per espresso, grazie alla quale poteva risparmiare del tempo nella preparazione tradizionale del caffè.

In seguito, dall’esigenza di semplificare al massimo la preparazione del caffè, si arriva alla nascita della cialda di caffè.

Il caffè viene prima tostato, macinato e dosato, poi confezionato tra due strati di carta alimentare filtrante, la cialda appunto, che viene poi sigillata in una singola bustina termosaldata, per isolarla da fattori ambientali (acqua, umidità, etc.).

Questa procedura fa si che l’inconfondibile aroma del prodotto venga perfettamente conservato, anche a lungo nel tempo, senza essere alterato.

Inoltre, la cialda, pronta all’uso, elimina il problema dello spreco del prodotto e del la manutenzione per la pulizia della macchina espresso .

Porri gratinati con prosciutto e scamorza

Non sono sparita…sono stata solo mooolto impegnata con il lavoro. Ma ora sono di nuovo qui a proporvi ricette della mia vita quotidiana.

Come state? Passate bene le feste? Io dal 7 gennaio sono ufficialmente a dieta e ci devo stare assolutamente per tanto tempo!!! Non temete comunque cucinero’…forse più di quando non sono a dieta!

Quella che vi propongo oggi non è una ricetta proprio light ma secondo me ci puo’ diventare apportando qualche piccola modifica.

Qualche settimana fa al mercato, indecisa sulle verdure da acquistare, ho deciso di indirizzarmi verso i porri che non preparo molto spesso ma che pero’ mi piacciono particolarmente.

Porri gratinati al forno con prosciutto e scamorza. Una ricettina veloce, sfiziosa e veramente semplice. Puo’ essere un antipastino oppure anche un secondo leggero.

Ingredienti

  • 4 porri
  • 4 fette di prosciutto cotto
  • 1 scamorza
  • Besciamella q.b.
  • una spruzzata di noce moscata
  • sale q.b.
  • olio e burro
  • grana grattugiato q.b.

Preparazione

Puliamo i porri ed eliminiamo sia la parte della radice che la parte verde del gambo e li laviamo in abbondante acqua.

Li scottiamo in  acqua bollente per  7-8 minuti e li scoliamo.

Nel frattempo preparare la besciamella con la ricetta abituale o usiamo quella pronta…io andando di fretta ho fatto cosi’.

Sulla base di una pirofila o teglia mettiamo un filo d’olio e qualche fiocco di burro.

Arrotolare ogni porro in una fetta di prosciutto cotto mettendo nell’involtino anche una fettina di scamorza.

Li disponiamo nella pirofila e copriamo con la besciamella, la scamorza rimasta,  un pizzico di noce moscata e finiamo con una manciata di grana grattugiato.

Gratiniamo in forno caldo 180°-200° per 15-20 minuti in base alla grandezza dei porri.

Serviamo caldi.

Le zeppole di San Giuseppe

Beh è un pezzo che non ci sentiamo vero? Il mio lavoro a Il Gufo con gli occhiali mi assorbe tantissimo e quindi di tempo per la cucina ne rimane davvero poco, ma quando posso cerco di accontentare la mia famiglia con qualche manicaretto. Per le recenti festività di carnevale non mi era capitato di preparare nessuna leccornia per cui l’ultima domenica di carnevale mi sono organizzata e ho voluto realizzare queste specialità:  la ricetta è tratta dal blog di una bravissima cuoca Appunti di cucina di Rimmel.

Preparata con l’aiuto del bimby sono venute una meraviglia! Visto che la festa del papà si avvicina io vi consiglio di provarle…hanno avuto un successo strepitoso!!!  😉

Non riscrivo la ricetta perchè è presa pari pari dal suo blog e lei la spiega perfettamente.

Metto solo il procedimento del bimby per chi volesse farsi aiutare:

Preparazione pasta choux:

Mettere nel boccale acqua, sale e burro 10 min 100° vel 2. Unire farina e  lavorare l’impasto 30 sec. vel 4. Lasciare terminare la cottura ad apparecchio fermo per 10 minuti. Durante i 10 min. mescolare l’impasto a vel 4 almeno 5 volte.

Lasciare raffreddare l’impasto nel boccale poi aggiungere a vel 4 le uova uno alla volta lavorando ancora per altri 30-40 sec vel 5. Disporre sulla placca del forno, ricoperta di carta forno, delle spirali distanziate tra di loro. Cuocere in forno caldo a 200° per i primi 10′ e poi a 180° per circa 25-30′ fino a quando sono dorate. Lasciare raffreddare nel forno socchiuso. Farcire con crema pasticcera, amarena e zucchero a velo.

La crema  pasticcera l’ho presa dal libro base del bimby:

Ingredienti

  • 500 g latte intero
  • 5 tuorli
  • buccia di limone grattugiato
  • 50 g amido di mais
  • 100 g  zucchero

Preparazione

Versare tutti gli ingredienti nel boccale e cuocere  7 minuti a 90° vel 4.

Altrimenti procedere come d’abitudine mettendo a scaldare il latte in un pentolino e nel frattempo mescolo in una ciotola i tuorli con lo zucchero, l’amido di mais e gli aromi. Quando il latte sta arrivando a bollore lo verso sul composto e mescolo molto bene. Travaso il tutto nel pentolino e porto sul fuoco mescolando fino a quando non si addensa. Verso in una ciotola e metto la pellicola a contatto e faccio raffreddare.

Orecchiette con cavolfiori e pancetta affumicata

Si vede che sono sempre di corsa eh? Prima le mie preparazioni duravano anche giorni interi…ora da quando ho il mio negozio quelle belle ricette di lievitati importanti, torte farcite e quant’altro me le sogno.

Questa è una di  quelle paste improvvisate per il pranzo di tutti giorni giusto aprendo il frigo, ma che si è  rivelata  gustosa e sicuramente da ripetere:

Ingredienti per dosi approssimative per 3 persone

  • delle cime di cavolfiore lesse
  • una confezione di pancetta affumicata a dadini
  • 4-5 pomodorini ciliegino
  • 1 spicchio di aglio
  • 200 gr di orecchiette
  • olio
  • sale
  • ricotta salata stagionata o cacio ricotta

Preparazione

.

Metto sul fuoco l’acqua a bollire per cuocere la pasta. Nel frattempo in una larga padella calda faccio rosolare la pancetta senza olio. Dopo qualche minuto aggiungo uno spicchio di aglio in camicia e i pomodorini lavati e tagliati in 4.

Lascio andare per alcuni minuti fino a che i pomodorini si squaglino e aggiungo i cavolfiori.

Faccio insaporire il tutto e poi non appena la pasta e cotta la verso nel condimento e faccio saltare.

Impiattare e spolverare con una generosa dose di ricotta salata o cacio-ricotta.

 

Il pollo in fricassea della nonna Resy

Ci sono cose che come le faceva la nonna non c’è mai stata storia, né mai ci sarà. Possiamo mettere in conto la forza del ricordo, e il piacere tutto infantile di ritrovare sapori che erano sempre uguali, domenica dopo domenica, come le fiabe, che guai a cambiare anche solo un dettaglio. Ma fatto sta che alcuni piatti sono la memoria viva dei nostri passi, ci hanno letteralmente cresciuto e sono parte di noi. Il bello è che in una certa misura questa magia riesce anche per le nonne degli altri: una ricetta firmata nonna, sarà gia in generale, un piacere particolare.


Per questo quando un’amica ne racconta una, ci sediamo bocca spalancata ad assaporarne la storia. Questo pollo, per esempio, semplice e vintage con i suoi tuorli sbattuti al limone, è il prezioso regalo della nonna Resy, arrivato a noi, con tanto di muniziosi dettagli, da una delle sue nipoti, una Susanna trentina e veneziana insieme.

Rispetto alla ricetta originale che già più volte abbiamo messo in pentola abbiamo questa volta fatto due o tre cambiamenti, mica per ansia di rinnovare, solo per aggiustamento di ingredienti (che vivendo al 5 piano senza ascensore si diventa pigri se manca qualcosa e abili nelle sstituzioni…)

Ingredienti

1 pollo ruspante possibilmente (senza pelle)
3 cucchiai di farina
1 bicchiere abbondante di birra (originariamente vino bianco secco)
2 spichietti di aglio in camicia
2 torli d’uovo
il succo di un limone
sale (nel nostro caso citron confit)
pepe se piace
olio o burro per soffriggere
acqua o brodo per portare a cottura

Fatevi tagliare il pollo nei pezzi canonici, a casa lavatelo e passatelo nella farina. Soffriggetelo in olio o burro, al vostro buon cuore, e quando sarà tostato, salate con parsimonia, e bagnate con la birra o il vino. Fate evaporare e portare a cottura con acqua calda o brodo sempre caldo, considerando che il sugo dovrà essere sempre molto abbondante. Quando sarà pronto, aggiustate di sale, quindi togliete il pollo e conservatelo al calduccio nel forno spento coperto da un foglio di alluminio. Sbattete due tuolti con il succo di limone e uniteli al sugo caldo nella pentola, ma lontano dal fuoco. Risistemateci dento i pezzi di pollo, amalgamate bene e portate in tavola coperto e idealmente con uno scaldavivande.

Una Tatin di cipolle

Era rimasta indietro questa piccola Tatin, deliziosa e minimale aveva fatto festa a una tavola dell’interminabile autunno romano. Ora che l’inverno almeno lì sembra arrivato la ripeschiamo perché al mercato a Barcellona son comparse delle cipolline piccine piccine che sono tutto quel che serve per rimetterle in cantiere.

Del resto pare che la dimenticanza sia il destino della Tatin, così vuole la tradizione che racconta che furono quelle sorelle lì, le Tatin, a recuperare all’ultimo le mele dimenticate lungo un procedimento più tradizionale. Nessuno sa se sia vero o meno, ma se vi viene una gran voglia di Tarte Tatin, e le mele sono finite… perché non tentare « quasi » la stessa ricetta con le cipolline? La nostra è del resto la Tatin del compleanno del Fotografo (la trovate qui),  solo con un po’ meno zucchero e usando la farina di farro per la base della brisée, ma il procedimento quello, è proprio lo stesso, burro compreso.
per la pasta brisée
200 g di farina di farro
100 g di burro freddo
2 cucchiai di acqua fredda
1 punta di saleper il resto:
1 kg di cipolline piccine
50-60 g di burro
4 cucchiai di zuccheroImpastate velocemente la farina con il burro in pezzetti, quando avrete ottenuto un impasto in briciole aggiungete l’acqua fredda e lavorate finché l’impasto si compatta e risulta omogeno. Formate una palla e conservatela in frigorifero per un’ora.

Sbucciate cipolline. Imburrate con generosità (con circa 3/4 del burro a disposizione) il fondo di una teglietta di alluminio (o comunque che possa andare sul fuoco) cospargete di zucchero, disponeteci un primo strato di mele, disseminate qualche fiocchetto di burro qua e là, ancora lo zucchero e poi fate un secondo giro, occupando gli interstizi vuoti (molto più complicato a dirlo che a farlo). Ok, ci siamo. Mettete tutto sul fuoco dolce, per una decina di minuti, quando il caramello comincia ad avere un colore caldo e a risultare vischioso spegnete. Lasciate raffreddare un poco, poi rivestite la tortiera con un disco di pasta brisée della misura conveniente. Rimboccate i lembi verso il basso e bucherellate la superficie per far uscire il vapore. Infornate in forno già caldo a 180°C per circa 40 minuti.
Una volta uscita dal forno, rovesciate presto la torta e con decisione, se aspettate troppo e il caramello si raffredda indurendosi, siete finiti.

La torta di mele di Angela

Ci sono giornate che tutto rema contro. Le cose cascano di mano, la batteria della bilancia è scarica, la busta dello zucchero bucata sul fondo, la teglia che ti serve già sporca.


Sarebbe forse più saggio accarezzare per il giusto verso segnali tanto chiari e smettere di insistere, ma quando hai deciso che è il giorno, l’ora, il minuto di infornare una torta non c’è ragionevolezza che tenga. Le uova sono già fuori, lo zucchero (quello bucato che ha già imbrattato mezza cucina..) pure, la farina, le mele e che manca? il lievito sì, e nient’altro. Perché questa torta, che è la geniale evoluzione di un pandispagna, non ha burro, né latte, né olio, sta sù da sola, come una magia bella.

La ricetta è in realtà la videoricetta di Angela Frenda, Food editor del Corriere della Sera, che a sua volta l’ha pescata dal Cavoletto e abbracciata a mani piene. E ci credo.
è semplicissima, non ha sensi di colpa, si fa in un minuto e soprattutto (come dimostrano i fatti…) a colpo sicuro, anche quando la si inzeppa di errori. Tanti, ma proprio tanti….Vediamoli per bene.

Per prima cosa, solo dopo aver imburrato lo stampo da 20 mi accorgo che non è uno stampo da 14, come quello prescritto, ma poco male, penso… verrà un po’ più bassina, ce ne faremo una ragione. Nel frattempo ho acceso il forno, sistemato le uova nella planetaria e cominciato a montare con le fruste. Al momento di tagliare le mele mi accorgo di un odore non proprio corretto: cos’è questo sentore di plastica bruciata? Io il forno l’ho svuotato, penso, dall’accozzaglia di teglie e stampi che ci tengo dentro, dunque que pasa? Apro per sicurezza e trovo lì, dietro a tutto, la teglietta da crostata con i buchi che Marie mi ha regalato a Roma (ndr da Peroni, ovvio…). Se ne sta buona buona, con ancora la confezione di cartoncino attaccata con dei micro augelli di plastica che sono lì lì per squagliare. Apriti cielo! Spalanca il forno, spalanca tutte le finestre di casa, sventolando con l’aereazione del forno e pure a mano con due strofinacci insieme. E intanto la planetaria va.

L’odore se dissolve rapidamente, intanto in casa si gela. Il forno ronza con la bocca spalancata…
Quando finalmente inforno il dolce è ovviamente sovramontato, ma nonostante tutto si gonfia e cresce. Il risutato sarà una magia, con una crosta quasi di meringa che no non era prevista, ma quasi invece sembra che sì…

Per concludere il pomeriggio per far la foto poi ci arrampichiamo sul nuovo set, montato (provvisoriamente) in camera di Annina (!), tutti i suoi amici di pezza ci guardano perplessi.

La ricetta (dissaventure escluse…) è proprio quella di Angela, solo abbiamo aggiunto nell’impasto un cucchiaino di curcuma in polvere (ormai è diventata quasi un’abitudine…).
200 g di zucchero
120-130 g di farina
3 uova
2 mele
1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di curcuma in polvere (facoltativo)

Montare (non due ore) le uova con lo zucchero, incorporare poco per volta la farina setacciata con la curcuma e il lievito. Versare circa metà dell’impasto in una teglia (da 14!) imburrata e infarinata, sistemarci sopra le mele affettate sottili e disposte a raggera, ricoprire con la seconda metà dell’impasto. Infornare a 180°C per mezz’ora circa, prova dello stecchino e via!
Facilissima no?

Sedano rapa intero al forno

Sedano rapa intero al forno

Lo abbiamo detto mille volte Yotam Ottolenghi ci piace. E mille volte abbiamo detto che la sua cucina semplice ha però il costo (!) di essere molto lunga (nella lista degli ingredienti, come nella minuzia dei passaggi che per le verdure, il suo cibo preferito, sono spesso tanti…).
Questa ricetta, che è tratta dal suo libro Nopi, è la contraddizione, l’eccezione, l’anomalia e la sorpresa:
3 soli ingredienti
3 soli passaggi


Procuratevi un sedano rapa e un coltello e procedete! non ci sono più scuse…

1 sedano rapa privato delle radici, pulito e sciacquato
1 cucchiaio di olio di oliva, più 2 cucchiai per servire
sale grosso quanto basta

Preriscaldate il forno a 190 gradi/ventilato a 170 gradi/ gas livello 5. Sistemate il sedano rapa in una piccola teglia con la carta da forno, spennellatelo per intero con l’olio e il sale e cuocetelo per 2- 3 ore, finché inserendo un coltello al suo interno, lo troverete completamente morbido. Tagliatelo in spicchi e servitelo con un filo d’olio ed un pizzico di sale.