Camorra, il sindaco Mestre confessa «Sì, sapevo dei voti di Donadio»


ERACLEA – Alla fine il sindaco dimissionario di Eraclea, Mirco
Mestre
, non ha potuto che ammettere di essere stato
informato che i cento voti grazie ai quali nel
2016 vinse le elezioni erano quelli riferibili a Luciano
Donadio
, ora indicato come il boss del clan dei casalesi
che ha imposto la sua “legge” criminale per molti anni
nel Veneto orientale. Il giovane legale, in carcere da metà
febbraio con l’accusa di voto di scambio, è stato
costretto a riconoscere tale circostanza (finora mai emersa) nella
fase finale dell’ultimo interrogatorio, dopo che il sostituto
procuratore Roberto Terzo gli ha mostrato le dichiarazioni
rilasciate in precedenza dall’uomo che lo aveva aiutato nella
campagna elettorale, e che adesso è finito sotto accusa
assieme a lui. Emanuele Zamuner, infatti, ha messo
a verbale di essersi materialmente occupato di
“raccogliere” i voti messi a disposizione da Donadio:
prima per se stesso; poi, quando risultò che non si sarebbe
candidato alle elezioni, per l’amico Mestre. Zamuner ha
precisato

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