«A scuola mi chiamavano lebbroso» Vive barricato in casa da sette anni


di Elena Filini

«A scuola mi chiamavano lebbroso. Mi sono
barricato in camera mia. Vivo chiuso in casa da 7 anni,
l’unico luogo in cui mi sento al sicuro».
Trevigiano, 23 anni, Marco è un
Hik
ikomori: ha scelto di
isolarsi da una società che non ha saputo capire le sue
fragilità. Nato in Giappone negli anni Novanta, il fenomeno
Hikikomori colpisce prevalentemente ragazzi
maschi dai 19 ai 30 anni. La separazione dei genitori, la dermatite
dolorosa ed evidente, le pressioni da parte degli insegnanti hanno
portato Marco ad allontanarsi progressivamente dalla dimensione
sociale. «Soffro di una dermatite
cronica
. Ma nessuno capiva la mia difficoltà.
Né gli insegnanti, né i miei compagni. Poi ho
iniziato ad ingrassare: mi chiamavano ciccione lebbroso».
Marco ha scelto, con coraggio, di raccontare la sua storia in
Hikikomori Italia, il format ideato da Marco Crepaldi, dove i
ragazzi in isolamento sociale hanno la possibilità di
raccontare, senza censure, la propria esperienza. «Stavo
male, avvertivo continuamente

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